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Coloranti o pigmenti? I diversi tipi di inchiostro

Tra le diverse tecniche di stampa digitale, quella preferita dai fotografi è la stampa a getto d’inchiostro o glicée. Questo tipo di stampa utilizza principalmente due tipi di inchiostri, a base di coloranti (dye) a base di pigmenti.

Gli inchiostri dye sono costituiti da coloranti solubili in acqua, sia di origine naturale che di origine sintentica. Questi hanno il vantaggio di diffondere molto poca luce e quindi fornire stampe con colori saturi e vivaci. Inoltre si disperdono con facilità nella patinatura della carta, conservando bene l’aspetto brillante delle carte lucide. Tuttavia, questo tipo di inchiostro è molto sensibile alla luce, all’umidità e all’ozono, inconveniente molto svantaggioso nel mondo della fotografia dove la longevità è fondamentale.

Gli inchiostri pigmentati, costituiti da molecole di origine organica, sono incapsulati in una resina sintetica e poi posti in sospensione in un liquido. Per la loro natura, le molecole di questi inchiostri sono molto più grandi di quelle degli ichiostri a coloranti, e non penetrano completamente nella patinatura, distorcendo l’aspetto della superfice originale di alcune carte, soprattutto quelle brillanti. A loro vantaggio, però, hanno una notevole resistenza alla luce, all’umidità e all’ozono, cosa che rende le stampe effettuate con questi tipi di inchiostri molto più longeve.